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5 BUONI MOTIVI PER PORTARE LA TUA ATTIVITA’ ONLINE

L’attuale pandemia da coronavirus sta modificando la nostra routine e le nostre attività. La chiusura delle imprese e il cambiamento delle esigenze delle persone rappresentano una nuova sfida e in questo momento i negozi online ricoprono particolare importanza.
Noi di AreaLavoro ti aiutiamo ad espandere la tua attività, a rimanere a disposizione dei tuoi clienti e a porre oggi le giuste basi per ripartire al meglio domani.

Ecco 5 buoni motivi per portare la tua attività online:
• Per continuare a rifornire i tuoi clienti, sia nuovi che fissi.
• I venditori possono vedere la tua offerta e comprare comodamente da casa.
• Il tuo negozio online è aperto 24 ore su 24.
• Puoi rimanere in contatto con i tuoi clienti telefonicamente, per e-mail o whatsapp.
• Con il tuo negozio online raggiungerai facilmente più clienti, indipendentemente da dove si trovano.

Grazie a un’ottimizzazione SEO è possibile ampliare la clientela di un e-commerce, poiché molti utenti cercano i prodotti desiderati su Google e altri motori di ricerca come Bing e Yahoo. Quanto più la vostra offerta appare tra i primi risultati di ricerca, tanto più è facile attirare acquirenti. Per ottimizzare il vostro negozio online su Google, non vi servono né conoscenze particolari di programmazione né di marketing. Nel prossimo articolo vi sveleremo su cosa fare attenzione per migliorare il vostro negozio online con il SEO.

Alla prossima notizia 😉

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E-COMMERCE DI ALIMENTARI – COSA CI INSEGNA?

In questo contesto, l’esperienza più significativa, perché più difficile, arriva dall’eCommerce di alimentari.

È il settore più difficile per numero di prodotti, difficoltà di trattamento classi di prodotto (secco, fresco, a peso, congelato) che impongono trattamenti e gestione diversi. I margini, già bassi, si riducono ulteriormente e c’è in atto una lotta per catturare il cliente finale a cui partecipa Amazon, le grandi catene nazionali, le medie catene locali e i piccoli negozi di vicinato, ognuno con i suoi mezzi e strumenti.

Emerge, con molto interesse, la differenza che c’è tra:

  • soluzioni completamente interne basate su forte investimento in tecnologia e tutte orientate alle performance tecnologiche
  • soluzioni che potremmo chiamare Platform As A Service (proprio come AreaLavoro), che si basano su servizi offerti per la gestione della vendita.
  • Approfondiremo il tema con l’apporto di alcuni protagonisti per conoscere meglio queste opportunità.

Alcune statistiche interessanti sull’eCommerce

  • Il 30% dei consumatori afferma che preferirebbe acquistare da un sito Web da cui ha acquistato in precedenza piuttosto che da un negozio sconosciuto.
  • Il 59% dei consumatori tra 16 e 36 anni si reca prima su Amazon prima di qualsiasi altro sito web
  • Il 58,6% dei consumatori abbandona un carrello perché voleva solo navigare o non era pronto per l’acquisto.
  • PayPal detiene il 60% della quota di mercato per i pagamenti online, rendendolo il principale gateway di pagamento online.
  • Il 57% degli intervistati di Statista ha dichiarato di aver utilizzato un’app di vendita al dettaglio mobile per saperne di più su un prodotto o servizio.
  • Ma l’esperienza E-Commerce lascia ancora a desiderare: fino al 90% degli acquirenti afferma che le proprie esperienze con il commercio mobile potrebbero essere migliori.
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7 FATTORI CHIAVE PER VENDERE AL MEGLIO CON IL TUO E-COMMERCE

Ecco alcune regole da tener ben presente se si desidera avere successo nell’eCommerce:

1 – È il cliente che compra e sceglie l’e-commerce, non il sito eCommerce:

Il cliente si informa, attraverso notizie su blog, social media, siti di recensioni e comparazione prezzo. Le informazioni che raccoglie lo aiutano a scegliere da chi acquistare. L’acquisto avverrà quando il cliente lo ritiene più opportuno, magari in occasione di una promozione o quando si sentirà davvero convinto.

2 – Più grande è il catalogo, più il cliente ha la possibilità di scoprire:

Più ampia è la gamma prodotti, migliore è l’esperienza dei clienti, che quindi tornano sul sito facendo aumentare il traffico. Oltre all’ampiezza del catalogo, occorre tenere a mente i seguenti fattori:

  • destination: sono quei prodotti chiave che identificano il venditore come il negozio di riferimento dando valore aggiunto rispetto alla concorrenza
  • seasonal: prodotti che danno forza al brand del venditore, ad esempio prodotti di tendenza durante uno specifico periodo dell’anno
  • routine: prodotti che identificano il venditore come competitivo in base a prodotti che abitualmente si acquistano su internet
  • impulse: consolidano l’immagine del venditore in quanto in grado di soddisfare tutti i bisogni, anche quelli non pianificati dal cliente.

3 – Continue sorprese per il cliente:

Poiché non può fare leva sul rapporto umano come i punti vendita tradizionali, chi vuole essere aggiornato su come vendere online deve eccellere in tutti gli elementi critici che tendono ad allontanare i clienti dall’eCommerce.

Assistenza al cliente, meglio se 24/7, procedure di reso chiare e semplici, funzionalità di tracciamento dell’ordine devono essere impeccabili. Altrettanto importante è stabilire una relazione, sfruttando messaggi di conferma d’ordine, avvisi spedizione, verifica soddisfazione, richiesta recensioni, ecc. così da dimostrare l’affidabilità e professionalità del servizio e veicolare altre informazioni a valore aggiunto al cliente.

4 – Logistica, deve essere sempre impeccabile:

L’impossibilità di offrire la consegna della merce ‘qui e subito’ come i negozi tradizionali è infatti un ostacolo. Per far fronte a questo problema il venditore deve comunicare in modo assolutamente chiaro e trasparente tempi e costi di consegna. Bisogna scegliere dei partner logistici affidabili e valutare l’offerta di servizi a valore aggiunto per andare incontro alle esigenze dei clienti, per esempio la scelta del giorno e della fascia oraria di consegna o la possibilità di ritiro presso punti fisici.

5 – Gestione della concorrenza, sempre appollaiato dietro l’angolo:

Il sito deve essere progettato in modo tale da offrire la migliore user experience possibile. Questo significa che il sito deve:

  • avere pagine che si caricano rapidamente
  • essere facilmente navigabile
  • offrire un motore di ricerca efficace
  • avere schede prodotto chiare e ben fatte, ricche di spiegazioni e immagini/video
  • essere ricco di contenuti di qualità, pertinenti e rilevanti per il cliente (non va dimenticato, p. es., che la capacità di fare storytelling dei propri prodotti aiuta a spostare il focus del cliente dal prezzo al valore)
  • riportare recensioni, suggerimenti, prodotti correlati
  • offrire un processo di checkout impeccabile

6 – Il 98,5% degli utenti di un sito eCommerce non acquista:

Per riuscire a raggiungere l’obiettivo di come vendere online occorre investire in fattori quali:

  • reputazione
  • comunicazione trasparente
  • soddisfazione di chi è già cliente
  • professionalità degli addetti al servizio clienti e alla consegna
  • offerta di servizi di reperimento informazioni facile e immediata

7 – Sviluppare traffico e autorevolezza

Esistono molti canali per promuovere il proprio sito e alimentare il traffico, ciascuno dei quali ha propri costi e caratteristiche:

  • SEO: importante ma non immediato in termini di visibilità
  • Acquisto di pubblicità sui motori di ricerca e sulle piattaforme social: immediato ma di breve durata e costi elevati
  • Network di affiliazione: funzionano come agenti di vendita
  • Pubblicità display: aumenta l’autorevolezza, più il messaggio è accattivante, più ti meriti un click
  • Email marketing: agiscesolo sugli su utenti che hanno lasciato la propria email, manifestando interesse per il sito
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L’E-COMMERCE AI TEMPI DEL CORONA VIRUS!

In questi giorni di “crisi mondiale” per il famigerato COVID-19, che ormai ha seminato il panico mondiale è avvenuta, secondo i calcoli forniti da Nielsen, un aumento del 56,8% per le vendite online, in accelerazione di circa 20 punti rispetto alle settimane precedenti. Uno slancio per gli e-commerce di tutto il mondo, a discapito delle vendite nei negozi, spingendo gli utenti al commercio elettronico ad impatto umano pari a zero. Tra gli oggetti più ricercati igienizzanti per le mani e mascherine, ma anche prodotti per la salute e alimentari.

SHOPPING ONLINE SI, MA OCCHIO AI PREZZI SPAZIALI! 

Molti sono i siti online che vendono questi beni di consumo, ma state attenti ai prezzi e alle truffe. Importi alle stelle e rivenditori che “mangiano” sul panico collettivo, rincarando ogni genere di prodotto da loro venduto. Basti pensare che il colosso Amazon, ha pensato bene di monitorare tali procedure di vendita, in una nota svelata da TGcom rivela che l’azienda statunitense ha voluto dire la sua a proposito della variazione dei prezzi di alcuni prodotti. “I partner di vendita stabiliscono i prezzi dei loro prodotti nel nostro store e abbiamo delle regole per aiutarli a definire tali prezzi in modo competitivo. Monitoriamo attivamente il nostro store e rimuoviamo le offerte che violano le nostre regole”.

Giusta mossa direi, nessuno vuole fare la morale al mercato, il prezzo lo fanno la domanda e l’offerta: più sale la domanda, più il prezzo si allinea. Ma su alcuni argomenti l’economia dovrebbe lasciare spazio all’umanità.

Insomma, probabilmente è anche utile pensare di riaprire i propri siti e dare una sbirciata alla SEO, o per lo meno far si che i vostri prodotti siano competitivi. Se ancora non siete online e avete un piccolo negozio perché non partire subito con AreaLavoro gratuitamente? Non vogliamo speculare sul panico della gente proponendovi i nostri pacchetti sia chiaro, ma occorre un rimedio se la gente non vi arriva in negozio, e, probabilmente, pensare di essere online e competitivi è una buona strada per far si che questo momento tragico anche per l’economia italiana passi presto.

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SHOP MULTILINGUA – PERCHÉ È IMPORTANTE?

Al giorno d’oggi essere presenti sul Web con una piattaforma e-commerce funzionante, responsive e innovativa è fondamentale. Spesso, però, molti brand si dimenticano di un aspetto che, lungi dall’essere trascurabile, dovrebbe sempre essere tenuto in considerazione: l’opzione multilingua. Avere un sito web traducibile in più di due lingue diverse dona alla vostra attività un vantaggio pratico e strumentale di enorme rilevanza. Vediamo di che cosa si tratta.

Chi vuole che il suo sito di e-commerce si apra ai mercati esteri deve sicuramente realizzarlo in versione multilingua: ecco quali sono i vantaggi di questa strategia. Per avere successo sul web con un sito di e-commerce, è importante verificare che la propria piattaforma sia non solo funzionante, ma anche responsive e innovativa.

A volte però alcuni brand rimandano o evitano un aspetto che dovrebbe sempre essere tenuto in considerazione, cioè l’opzione multilingua.

Avere un sito web traducibile in più di due lingue diverse infatti è decisivo per conferire ad una attività un vantaggio pratico e strumentale di grandissima rilevanza: ecco perché è importante realizzare un sito di e-commerce in versione multilingua! 

Per l’e-commerce è importante capire come un prodotto viene ricercato nel mercato di interesse: esistono strumenti strategici in grado di dire se un prodotto è ricercato all’estero e con quali parole di ricerca, anche con la differenza linguistica che può avere una nazione in cui ci sono due lingue parlate.

Un sito multilingua infatti è fondamentale per la localizzazione di un brand, nonché per la promozione e pubblicità dei servizi che può offrire a livello globale.

Quando si fa questa scelta però bisogna essere consapevoli dell’investimento che richiede: è impossibile infatti pensare di affidarsi, per le traduzioni, a strumenti come Google Translate o altri tool simili.

I testi devono essere scritti da un team di esperti che abbiano maturato negli anni una lettura naturale della lingua straniera e siano capaci di elaborare una traduzione fedele, precisa e coerente.

Proprio chi si occuperà di tradurre in altre lingue la mission aziendale, sarà in massima parte il custode della brand reputation in tutti i paesi in cui vuole affermarsi: mai dimenticarsi che, da una traduzione sbagliata, può derivare un gravissimo danno di immagine.

Quando parliamo di lingue dobbiamo tenere in considerazione anche le nazioni che parlano questa lingua, come ad esempio:

  • Inglese: Regno Unito, Stati Uniti d’America, Canada, Australia.
  • Spagnolo: Spagna, Messico, Argentina, Cile.
  • Francese: Francia, Canada, Polinesia Francese.
  • Portoghese: Portogallo, Brasile.

Ogni nazione avrà poi la sua particolarità o tassonomia nella ricerca di un prodotto e/o servizio online. Basti pensare a quali possono essere le principali differenze linguistiche tra il British English e l’American English:

  • Ortografia.
  • Vocabolario.
  • Nomi collettivi.
  • Verbi in forma passata.

La lingua americana differisce da quella inglese di circa 4000 vocaboli, il che non è proprio una minima diversità, anzi aumenta il gap tra le due nazioni. Basti pensare che ci sono differenze anche di ortografia che potrebbero trarre in inganno i risultati nella ricerca di Google per via della tassonomia di ricerca differente.

Per l’e-commerce è importante capire come un prodotto viene ricercato nel mercato di interesse. Esistono strumenti strategici che ci dicono se il nostro prodotto è ricercato all’estero e con quali parole di ricerca, anche con la differenza linguistica che può avere una nazione in cui ci sono due lingue parlate.

Investire su un lavoro di traduzione di qualità permetterà di dire addio ad errori lessicali e semantici: aprire il proprio sito di e-commerce al mercato estero è l’occasione perfetta per cogliere nuove sfide e inseguire un nuovo successo.

Hai un e-Commerce internazionale? Quali sono le maggiori sorprese che hai avuto facendo un’analisi delle ricerche degli utenti?

Con AreaLavoro potrai gestire non  solo l’e-commerce gratis, ma anche un sito Multilingua! 😉

Il tutto con una semplice registrazione gratuita!

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E-COMMERCE: SEMPRE AGGIORNATO CON I NOSTRI CONSIGLI!

L’E-Commerce è considerato a tutti gli effetti un negozio, e come tale deve sottostare a determinate normative, proprio come se fosse la tua reale attività. La burocrazia italiana può scoraggiare chiunque dall’aprire un E-Commerce, per via degli aspetti legali, burocratici e fiscali. Quali sono gli aspetti da considerare per essere a norma, avere credibilità ed essere considerato attendibile dai tuoi potenziali clienti online? Poche e semplici regole che, se gestisci una volta, le troverai già fatte e dovrai solo renderle “conformi” nel tempo.

Adempimenti fiscali: 

  • scelta della forma giuridica della società titolare del sito di e-commerce;
  • apertura di una partita IVA;
  • richiesta di iscrizione alla Camera di Commercio competente;
  • presentazione della S.C.I.A. (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Comune competente;
  • attivazione di un indirizzo di posta elettronica certificata (la cosiddetta PEC).
  • ll sito dovrà rispettare gli obblighi informativi previsti, soprattutto, dal Codice del Consumo, dalla Privacy Policy e dal Regolamento Europeo in materia di protezione dei dati personali (GDPR, ne parleremo).

Adempimenti burocratici e trasparenza dell’azienda: 

1- Diritto di Reso

È essenziale mantenere un certo grado di trasparenza, nell’acquisto e nella restituzione di un prodotto. I tuoi clienti possono restituire i prodotti acquistati on-line e ottenere il rimborso del prezzo d’acquisto senza fornire alcuna giustificazione, o meglio, nel caso in cui venga espressa una tua politica di reso, deve rispettare le tue condizioni. Il negozio online deve quindi espressamente informare i visitatori del sito in merito ai termini e alle condizioni del diritto di reso. Se questa informazione non viene fornita, il termine di recesso si estende per legge a dodici mesi dalla data di consegna dei prodotti indipendentemente dalla causa che li a spinti a restituirlo.

2- Garanzia legale per i prodotti difettosi

Anche gli shop online devono garantire l’acquisto di prodotti che funzionino correttamente. Nel caso in cui sia presente un difetto, l’acquirente può chiedere la sostituzione del prodotto, la riparazione (senza addebito) o il rimborso del prezzo d’acquisto. Il venditore deve informare preventivamente in merito ai diritti esplicitati nella garanzia legale.

3- Privacy, Cookie e Termini e condizioni di Vendita

Per quanto riguarda i cookies, la normativa europea impone ai siti di informare preventivamente gli utenti in merito alla presenza di quelli cosiddetti “di profilazione”, attraverso un apposito banner. I siti sono obbligati a fornire link con accesso all’informativa completa sull’uso dei cookies, stilando un report di tutti quelli utilizzati dal sito in questione, compreso blocco preventivo e consenso esplicito all’utilizzo dei Cookie nel banner. L’utente potrà, in qualsiasi momento, revocare il consenso attraverso il proprio browser. Inoltre il 25 maggio 2018 è entrato in vigore il GDPR, Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati Personali. Le principali modifiche alla disciplina della privacy introdotte dal GDPR includono maggiori oneri informativi per i siti e-commerce: agli utenti si deve fornire evidenza del periodo di conservazione dei dati previsto, il diritto a “essere dimenticati”, il diritto a domandare la sospensione del trattamento, a presentare un reclamo al Garante della Privacy, il diritto alla portabilità dei dati e a ricevere ulteriori informazioni. Le sanzioni amministrative per la violazione delle norme sulla privacy sono state inasprite, quindi è bene fare attenzione alla trasparenza delle informazioni. Al fine di essere sempre trasparente con l’utente è opportuno stilare anche i Termini e Condizioni di vendita / pagamento e utilizzo del sito, che conterrà il responsabile dei Dati, a chi vengono effettuati i pagamenti, come restituire il prodotto (Politica dei resi appunto), garanzie sul prodotto e tutto quello che può essere utile a fidelizzare il cliente nella procedura di acquisto.

4- Fatturazione

Le vendite on-line impongono l’obbligo di certificazione fiscale delle operazioni mediante fattura, ricevuta o scontrino. Questo non si applica alle vendite di beni on-line verso consumatori. Neppure l’emissione della fattura è obbligatoria – ove non richiesta dal cliente al momento dell’acquisto – per le cessioni di beni compiute per corrispondenza (art. 22 del D.P.R. 633/1972). In tal caso per un E-Commerce è previsto l’obbligo di fatturazione. In caso di vendita B2B (azienda / azienda) si applicano i principi di fatturazione in base al regime in cui si trova l’azienda titolare dell’E-Commerce.

5- Vendi anche all’Estero? Allora è il caso che tu ti informi sui Contributi Ambientali

Se si commercia al di fuori del territorio italiano è bene sapere che molti stati Europei impongono il versamento di un contributo ambientale per l’introduzione sul territorio di imballaggi che dovranno poi essere smaltiti. Se l’obbligo sorge indipendentemente dalle quantità introdotte sul territorio, sarà necessario registrarsi presso il consorzio competente nello stato estero e presentare le dichiarazioni periodiche, oltre a versare i relativi contributi.

6- L’indirizzo PEC

Avere un indirizzo PEC riconducibile alla vostra attività è fondamentale. In mancanza, la vostra società non potrà essere iscritta al Registro delle Imprese e non potrà adempire agli obblighi fiscali vigenti.

Area Lavoro per il tuo E-Commerce: 

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CARRELLI ABBANDONATI: COME EVITARLI E COME GESTIRLI

Nell’e-commerce non vi è nulla di più frustrante di sapere che le persone che stanno visitando il tuo sito, vedendo i prodotti del tuo catalogo e pensando di acquistare dal tuo store, improvvisamente decidono di non completare l’acquisto.

L’abbandono degli acquisti è una delle sfide più grandi e più costose che l’e-commerce possa incontrare. Fortunatamente, è un problema che può essere risolto con la giusta quantità di idee, sforzo e risorse. In questo post, cercheremo di individuare esattamente le cause che portano all’abbandono del carrello e limitare il più possibile (evitarlo è davvero impossibile) il fenomeno.

Il tuo e-commerce ha sempre bisogno di recuperare visite e potenziali clienti che hanno già espresso determinate preferenze. Avere un tasso di abbandono nel carrello è normale ma non puoi accontentarti di accettare la cosa senza reagire. Tutto questo si traduce in un risultato semplice ma drammatico: mancati incassi. E se hai deciso di investire nell’e-commerce non puoi ragionare in questi termini.

Le statistiche sui carrelli abbandonati

Circa il 75% degli utenti che visitano un sito di e-commerce e riempiono il carrello di prodotti escono dal sito senza avere acquistato. Di questi, il 52% circa proviene da visite effettuate tramite smartphone o tablet.

Le imprese che registrano un più alto tasso di abbandono dei carrelli sono quelle del settore finanziario, seguite da quelle del no profit e da quelle nel comparto dei viaggi. Sotto la media invece i negozi al dettaglio (di ogni genere), quelli di abbigliamento e moda e quelli di giochi.

Perchè i clienti abbandonano il carrello ?

Per la maggior parte degli e-commerce, la radice del problema deriva da 6 problemi comuni:

  • Mancanza di fiducia – La ragione principale per cui i consumatori on line abbandonano i loro carrelli prima della conversione ha a che fare con la fiducia. Nonostante la crescente popolarità degli acquisti online, i consumatori sono ancora relativamente prudenti nel fornire liberamente le loro informazioni personali ad un’altra società su Internet. Se non si sentono sicuri di chi tratterà le loro informazioni semplicemente non rischieranno.
  • Mancanza di trasparenza – Un altro motivo per cui i consumatori non completano gli acquisti ha a che fare con la trasparenza. In particolare se durante le fasi di acquisto essi scopriranno costi aggiuntivi non menzionati (come i costi di spedizione), nascosti o ancora peggio difficilmente comprensibili, potrebbero non acquistare.
  • Cattiva User Experience – L’esperienza utente, ossia la fluidità di navigazione, la chiarezza, la velocità di caricamento delle pagine, la compatibilità con i dispositivi mobili sono tutti aspetti che hanno a che vedere con la User experience. Tutti questi aspetti assieme possono influenzare positivamente la propensione all’acquisto ed aumentare di conseguenza la fiducia rivolta al sito. Ricordate che per ogni secondo di attesa in fase di caricamento delle pagine, perderete il 7% delle conversioni (completamento dell’acquisto)
  • Mancanza di Condizioni di restituzione – Le politiche commerciali in materia di reso (restituzione dei prodotti) sono determinanti in chi sceglie di fare un acquisto on line. Questa è la prima informazione che cercano ancora prima di effettuare l’acquisto. La mancanza di questa informazione ha a che fare con la mancanza di trasparenza del punto #2. Fornite tutte le informazioni subito in modo che siano chiare e trasparenti.
  • Metodi di pagamento che non piacciono all’utente – Offrire il numero più elevato possibile di opzioni di pagamento permette di convertire molto di più. Offrite tutte le possibili carte di credito, Paypal, Bitcoin, Amazon Pay ecc…
  • Iscrizione al sito – Richiedere ai clienti di effettuare la registrazione ad ogni singolo acquisto può innervosire i potenziali acquirenti e far percepire l’acquisto on line come una perdita di tempo inutile. Questo potrebbe ridurre notevolmente la tua capacità di conversione. Il “Guest checkout” permette di acquistare senza necessariamente registrarsi al sito.
  • Processo di acquisto troppo complicato – L’utente deve arrivare a completare le sue compere online nel minor numero di passaggi. Se ci sono troppe schermate e l’usabilità di ciascuna è contorta, l’utente può scoraggiarsi e abbandonare.

Come mandare le email per carrelli abbandonati: 

C’è una vera e propria arte dietro al mondo dei messaggi di posta elettronica per recuperare vendite perse o messe in disparte. Ad esempio devi considerare i tempi: conviene aspettare un po’ prima di inviare il primo messaggio? L’idea è quella di non insistere ma, al tempo stesso, devi essere capace di cavalcare l’interesse non ancora sopito. Quindi puoi mandare:

  • Un’email entro 20 minuti per recuperare subito le vendite di chi ha interrotto la navigazione per puro errore. Ad esempio per un problema con il browser.
  • Un altro messaggio di posta dopo un paio di giorni per catturare l’interesse di chi, invece, voleva solo pensarci. In questo caso devi articolare l’email in modo diverso.

Per ottimizzare questo puoi aggiungere tutto ciò che può portare l’utente a scegliere la tua opzione. Sto parlando degli incentivi necessari per prendere una decisione a tuo favore:

  • Immagini del prodotto per ravvivare la memoria e accendere il desiderio.
  • Call to action per invitare l’utente a cliccare per raggiungere di nuovo il carrello.
  • Recensioni e opinioni dei clienti, un contenuto che aiuta sempre la vendita.

Questi elementi possono sempre fare la differenza, nel lavoro di ottimizzazione delle schede prodotto ma anche nelle email per carrelli abbandonati. Ricorda di personalizzare le recensioni con foto e nome dell’autore, aggiungi le call to action in modo chiaro.

Riconquistali con piccole strategie: 

  • Offri più opzioni di pagamento
  • Semplifica il processo di “check-out”
  • Offri la spedizione gratuita e rendila trasparente sul tuo sito
  • Trust Logos: aggiungi i loghi dei partner / marchi con cui lavori (eS: Paypal logo)
  • Offri l’acquisto senza registrazione
  • Offri più opzioni di pagamento sicure anche per l’utente

La soluzione definitiva ai carrelli abbandonati? AreaLavoro!

Con la nostra Piattaforma integrata hai la possibilità di creare in pochi click un e-commerce gratis, oltre alla possibilità di sincronizzare i tuoi prodotti con Ebay e Amazon. E i carrelli abbandonati? Nel nostro sistema hai già integrata la funzione di gestione carrello abbandonato, provala, ti piacerà!

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L’IMPORTANZA DI VENDERE SU EBAY: CON AREA LAVORO TUTTO SOTTO CONTROLLO!

Quando si parla di vendite online sono tante le figure che entrano in gioco. E si, c’è il magazzino, le foto del prodotto, il sito web, il manager, i prezzi, la SEO, la strategia di Marketing, i costi e i pagamenti, i concorrenti e tanto altro…E poi ancora il rinnovo del dominio, il magazzino, il manager, i prezzi, gli sconti, la concorrenza, il Black Friday…ecc…Non fatemelo ripetere ma come avete capito è una continua corsa in loop, dove il cerchio si chiude fino ad ogni bilancio.

Un E-Commerce a volte non basta per avere la visibilità che meritano i tuoi prodotti e, nel mercato dello shopping online, risulta difficile stare al passo coi tempi oppure, se sei online da poco, sperare di riuscire a comparire subito rispetto alla concorrenza. Questo ne vale ulteriormente da tutta una serie di elementi: la qualità del tuo prodotto, ll prezzo di vendita, la facilità d’uso nell’acquisto e tanto altro. 

Molti utenti oramai hanno abbandonato l’idea del negozio sotto casa e comprano online qualsiasi cosa, utilizzando non solo gli E-Commerce proprietari, ma anche i Marketplace, dove possono facilmente acquistare e fare confronti sui prodotti, oltre alla certezza che un marketplace è “più sicuro” e garantisce maggiore affidabilità. 

Ricorrere a Marketplace di supporto è essenziale per farti conoscere, successivamente potresti anche pensare di riportare il cliente verso i tuoi canali “ufficiali” ma se stai partendo da zero è difficile acquisire in breve tempo un tuo canale di vendita online. La scorsa settimana abbiamo parlato di Amazon, oggi vi parliamo di Ebay. 

Sicuramente conosci Ebay per cui non staremo a spiegarti cos’è e come funziona. Se sei un venditore Ebay allora saprai già cosa vuol dire avere beghe nel caricamento e la gestione, quanto tempo possa farti perdere caricare i prodotti e gestirli su questo Marketplace, oltre a dover gestire il tuo magazzino sull’E-Commerce ed eventualmente su altri marketplace (contemporaneamente!).

La domanda che voglio farti è questa: quanto tempo impieghi per pubblicare variazioni o nuovi prodotti su Ebay? Supponiamo che tu ci metta un’ora per 50 prodotti. In quell’ora nel frattempo altri venditori come te stanno pubblicando i loro prodotti (competitor compresi). In base alla loro notorietà, velocità o prezzo loro potranno scavalcarti (o magari no), ma tu avrai comunque speso un’ora a caricare 50 prodotti manualmente ed in maniera meccanica, di fretta e magari anche sbagliando qualcosa (il copia e incolla non è mei buono). 

Se ti dicessi che con AreaLavoro potresti farlo in 15 minuti? Non solo ti farebbe risparmiare del tempo utile, ma anziché 10000 click te ne bastano massimo 5! Non sto scherzando, con AreaLavoro è possibile! Inoltre con il nostro modulo integrato hai la possibilità di:

  • Gestire i Clienti 
  • Gestire gli Ordini 
  • Gestire le Fatture 
  • Gestire il Database dei Prodotti
  • Avere un E-Commerce GRATIS
  • Sincronizzare i prodotti con il tuo Marketplace Amazon / Ebay (in pochissimi click!)
  • E molto altro ancora. 

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